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Dal governo 2 miliardi per il lavoro ai giovani Ma serve molto di più contro la fuga dei cervelli
Federico Fubini - Corriere della Sera - pag. 32
Il Governo ha deciso di investire due miliardi l’anno in sgravi contributivi biennali sui nuovi contratti permanenti ai giovani fino a 29 o a 32 anni. Per i primi 24 mesi si riduce così del 16% circa il costo di tenere questi ragazzi in azienda sulla base di assunzioni a tempo indeterminato. Al terzo anno lo sgravio scompare. Gli sgravi temporanei mostrano un’impennata di assunzioni stabili, finché sono in vigore, poi tutto torna come prima. Anzi peggio. Cioè, le aziende assumono ancora meno. Uno studio per l’Inps rivela che dal 1990 al 2012 i cosiddetti salari d’ingresso si sono ridotti progressivamente. Un ragazzo assunto cinque anni fa costava all’impresa il 26% in meno, in valore reale, di un suo coetaneo assunto nel 1990. Nel frattempo il numero di disoccupati fra i 25 e i 34 anni di età è salito da mezzo milione a un milione di persone. La scarsità di aperture per i giovani ha trascinato al ribasso i salari. Durante la Grande Recessione, il salario medio d’ingresso si è ridotto da 1.300 a mille euro al mese.

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